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Storia, arte e cultura

La storia di Marone

I primi abitanti di Marone si insediarono a mezza costa, in frazioni alte e discoste dai torrenti.
Nel 1500 il paese ebbe una svolta incrementando l'uso del porto di San Martino, in cui confluivano legname e carbone ricavati dai boschi che salivano fino al monte Guglielmo. Il comune di Marone faceva parte della Pieve cristiana di Sale e diventò proprietà dei monasteri benedettini di Brescia, che iniziarono la bonifica della zona paludosa.
Nel 1776 nel paese erano già presenti sei folli per confezionare coperte, grazie alla presenza di terra follonica (argilla gialla usata per sgrassare la lana) e due telai, che impiegavano circa novanta persone, mentre circa 180 lavoravano nell'agricoltura.
Nell'Ottocento su iniziativa di imprenditori locali, si sviluppò di molto l'industria della lana, soprattutto dei mantelli e delle coperte. Alla fine dell'Ottocento e nel Novecento la popolazione si incrementò; nel secondo dopoguerra il settore tessile decadde.
Tutt'oggi esiste ancora l'industria dei feltri abbinata allo sfruttamento dei giacimenti di dolomia, che ha modificato molto il paesaggio.

La frazione di Vello

Vello è una pittoresca frazioncina in posizione ridente fra la montagna e il lago d'Iseo.
La chiesa dei Morti di Vello è del '400 ed è stata la parrocchiale del borgo; contiene sul fronte e all'interno affreschi della fine del '400 di Giovanni da Marone (L'Annunciazione), mentre il campanile romanico in pietra è a bifore. La parrocchiale di S. Eufemia, del 1715, contiene una tela dell' Amiconi del 1647. 

Ruderi della villa romana

Una preziosa testimonianza dell'antichità maronese è sita in località Vela (Co de Hela - Capo della Villa), dove si trovano estesi resti (circa ottanta metri) di un edificio romano del I secolo D.C., con terrazze digradanti verso il lago e il piano di un portico con delle nicchie per le statue.
Una grande villa romana, non solo residenziale ma anche produttiva risalenti al periodo imperiale (I secolo d.C.) e venuti alla luce gradualmente tra il 1865, quando furono rinvenuti pavimenti a mosaico e tratti di acquedotto, e i primi decenni del Novecento, quando emersero tratti di muri, una statua di Ercole e ancora tracce di pavimentazione.
Vi è stato ritrovato un piedistallo di un metro con simboli erculei, oggi conservato nel museo romano di Brescia. Molti resti sono andati perduti a causa dei lavori di ampliamento del manto stradale e della ferrovia.

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Ultimo aggiornamento
24 May 2021